World Press Photo 2012 | Complesso Monumentale di Santa Chiara | 22 dic 2012 - 13 gen 2013 | Special events | Workshop | Lecture

IL VINCITORE
World Press Photo of the Year

example6Samuel Aranda è nato nel 1979 a Santa Coloma de Gramanet, Barcellona, Spagna. All'età di 19 anni inizia a lavorare come fotoreporter per El Pais e El Periodico de Catalunya. Pochi anni dopo, si reca in Medio Oriente per coprire il conflitto israelo-palestinese per l'agenzia spagnola EFE.

Nel 2004, comincia a lavorare per l'Agenzia France-Presse, che si interessa di molteplici conflitti e questioni sociali in Spagna, Pakistan, Gaza, Libano, Iraq, Palestina, Marocco e Sahara Occidentale.

Nel 2006, Aranda vince il Premio nazionale spagnolo di Fotografia, promosso dall'Associazione dei Fotoreporter ANIGP-TV, con un reportage sugli immigrati africani che cercano di raggiungere l'Europa. Le immagini sono state presentate anche al Visa Pour l'Image e in un documentario della BBC. Nello stesso anno ricomincia a lavorare come freelance. Da allora il suo lavoro comprenderà progetti sul lago di Aral in Uzbekistan, le questioni sociali in India, l'indipendenza del Kosovo, il Sud Africa prima della Coppa del Mondo, il conflitto in Colombia, la disputa tra Moldavia e Transnistria, i ragazzi di strada a Bucarest e la Camorra a Napoli.

Nel 2011, Aranda inizia a interessarsi alle rivoluzioni in corso in Tunisia, Egitto, Libia e Yemen. Il suo lavoro su questo tema è stato esposto in una mostra all'Istituto Cervantes di New York e compare tra le Foto dell'anno 2011 pubblicate dal The New York Times.
Al momento, Aranda lavora come freelance per The New York Times e El Magazine de La Vanguardia, tra gli altri.

La Foto
World Press Photo of the Year 2011
Samuel Aranda, Spain, for The New York Times

Sanaa, Yemen, 15 October 2011
Fatima al-Qaws abbraccia e culla suo figlio Zayed (18), che soffre per gli effetti dei gas lacrimogeni dopo aver partecipato ad una manifestazione di piazza, a Sanaa, Yemen, il 15 ottobre. In quel momento sono in corso le proteste contro i 33 anni di regime autoritario del presidente Ali Abdullah Saleh. Testimoni raccontano che in migliaia hanno marciato verso la via principale della città Zubairy Street, ma quando hanno raggiunto il posto di blocco governativo presso il Ministero degli Affari Esteri è iniziata la guerriglia. Almeno 12 persone sono state uccise e circa 30 ferite. La Signora Qaws, coinvolta in prima persona nella resistenza al regime, riesce a trovare il figlio, al secondo tentativo di ricerca, tra i feriti di una moschea utilizzata come ospedale da campo temporaneo. Zayed è rimasto in coma per due giorni dopo l'incidente, poi sarà ferito ancora altre due volte in ulteriori manifestazioni. Il 23 novembre, il presidente Saleh fugge in Arabia Saudita, e firma un accordo per passare il potere al suo vice Abdurabu Mansur Hadi. Il governo di Saleh si conclude formalmente quando Hadi presta giuramento come presidente dopo le elezioni del 25 febbraio 2012.