IL VINCITORE
EDIZIONE 2011
Dopo aver completato tre brevi corsi di fotografia al Market Theatre a Johannesburg, nel settembre del 1993 Jodi Bieber è stata selezionata per partecipare al programma di formazione fotografica del giornale The Star con Ken Oosterbroek, dove
ha continuato a lavorare come fotografa prima e durante le prime elezioni democratiche in Sud Africa.
Nel 1996 la svolta. Viene scelta per partecipare alla Joop Swart Masterclass in Olanda e inizia a collaborare con giornali come The New York Times Magazine. Lavora anche a progetti speciali per organizzazioni non-profit come Médecins Sans Frontières.
Per oltre dieci anni (1994 - 2004) il suo progetto principale si concentra nel suo paese natio, il Sud Africa - fotografando i giovani che vivono ai margini della società sudafricana. Questo lavoro viene finalmente pubblicato in cinque Paesi nel 2006 nel libro - "Tra i Cani e i Lupi - Crescere con il Sud Africa ".
I suoi progetti fotografici continuano ad essere esposti nel mondo. Il suo lavoro più recente 'Soweto' è stato pubblicato in un libro nel Maggio 2010.
Il premio più recente di Jodi Bieber è il World Press Photo Award del 2010.
Ma è stata anche vincitrice del Prix de l'Union Européenne al Recontres de Bamako - Biennale Africaine de la Photographie nel Novembre 2009.
Ha vinto 8 premi in diverse edizioni del World Press, un 1° posto nel Picture of the Year International 2009, e ricevuto numerosi altri riconoscimenti.
Jodi Bieber ha insegnato o è stata ospite come lettrice al Market Photography Workshop (JHB), al London College of Communication (UK), alla Westminister University (UK), alla scuola di ICP di Fotogiornalismo (N.Y.) e all’Espane Photo.
È stata membro della giuria del World Press Awards 2008 ed ha insegnato allo Joop Swart Masterclass in Olanda nel 2010.
La Foto
World Press Photo of the Year 2010
Bibi Aisha, 18 anni, sfigurata come punizione per essere fuggita dalla casa di suo marito nella provincia di Oruzgan, nel centro dell'Afghanistan. Seguendo una tradizione tribale Pashtun per la risoluzione delle dispute, all'età di 12 anni, Aisha è stata donata, insieme alla sorella minore, alla famiglia di un combattente talebano. Raggiunta la pubertà la ragazza ha sposato l’uomo, ma più tardi è tornata a casa dei suoi genitori, lamentando i violenti maltrattamenti subiti. Una notte un gruppo di uomini si è presentato nella casa paterna chiedendo la riconsegna di Aisha : doveva essere punita per la fuga. Aisha è stata portata in una radura di montagna, dove le sono state mozzate prima le orecchie e poi il naso. Nella cultura locale, si dice che un uomo disonorato dalla moglie “ha perso il naso”, pertanto tale trattamento è considerata la giusta punizione. Aisha è stata abbandonata, successivamente salvata e condotta in una casa-famiglia a Kabul, gestita dell'organizzazione umanitaria Women for Afghan Women (Donne per le Donne Afgane) , dove è stata assistita da medici e psicologi. Dopo un periodo di tempo, è stata portata in America, dove è stata sottoposta a chirurgia ricostruttiva.




